Fascisti a Milano, Ferrari: «Aiutati e sostenuti dalla borghesia della città»
Si nascondono dietro sigle che in nulla rimandano alla tradizione fascista. Promuovono iniziative di basso profilo – comitati contro la vivisezione o di padri separati – attenti a non dare mai troppo nell’occhio. Ma le organizzazioni dell’estrema destra a Milano e nella sua provincia non hanno mai smesso di lavorare. E oggi hanno ricominciato a muovere l’offensiva non solo su un piano espressamente politico, ma su quello più insidioso dell’egemonia culturale.
E’ questo il senso dell’operazione tentata da Forza Nuova a Cinisello Balsamo, storica città ex operaia alle porte di Milano, un tempo bastione della sinistra, già scelta nel 2010 dai neonazisti degli Hammerskin come sede del proprio raduno. Una provocazione alla quale antifascisti e militanti della città e della contigua Milano avevano saputo rispondere con una mobilitazione imponente. Eppure, a distanza di meno di un anno, i fascisti sono tornati a Cinisello. Nascosti sotto la sigla Vox Populi, una sedicente associazione socio-culturale, hanno iniziato a lavorare in città, sempre sotto traccia, attenti a non dare nell’occhio, ma gettando l’esca della propria propaganda populista fra lavoratori e cittadini, impauriti e incattiviti dalla crisi economica.
Poi, il 4 dicembre hanno tentato il salto di qualità. Ancora tronfi della visibilità ottenuta grazie all’incontro organizzato in pieno centro a Milano con Marine Le Pen, presidente del Front National – organizzazione dell’estrema destra francese fondata dal padre JeanMarie che qualche anno fa ha raggiunto quasi il 20% – i militanti di Vox populi a Cinisello hanno gettato la maschera. Con il beneplacito del sindaco del Pd, Daniela Gasperini, e dell’assessore alla Cultura, Giuseppe Sacco, Vox populi organizza un dibattito in una sala messa a disposizione dal Comune con Ordine Futuro, il braccio “culturale” di Fn, che già nel nome si richiama a quell’Ordine Nuovo che 41 anni fa firmò – senza mai essere punita per questo – la strage di Piazza Fontana. Stellina dell’incontro Massimiliano Bonavoglia, membro di Associazione Sviluppo Sociale Civile, ennesima struttura di fronte dietro cui i fascisti di Forza Nuova si nascondono nel tentativo di farsi strada sotto mentite spoglie fra la gente. Incontro andato semideserto, nonostante il sindaco fino all’ultimo avesse difeso la decisione di concedere loro la sala, per l’immediata mobilitazione del Fronte antifascista della città e di Rifondazione, che nel giro di pochi giorni hanno organizzato un partecipatissimo presidio in contemporanea al meeting.
Una vittoria importante, anche se – dicono i militanti che hanno organizzato quella risposta – «la battaglia è lungi dall’esser vinta». Ed è per continuare quella lotta e soprattutto imparare a conoscere i fascisti e come siano riusciti a mimetizzarsi dietro sigle e associazioni, che ieri gli antifascisti di Cinisello, fra i quali molti militanti di Rifondazione, hanno organizzato un partecipato incontro pubblico con Saverio Ferrari, volto storico del Prc milanese, curatore dell’Osservatorio Democratico sulle nuove Destre e autore di “Fascisti a Milano”, un’attentissima analisi della galassia nera milanese. Una galassia, anche oggi, estremamente attiva e con ottime coperture. Istituzionali e non.
«Parlare oggi di fascismo significa non solo parlare di chi si dichiara apertamente fascista ma anche di quel terreno di coltura in cui orbita questa galassia», commenta Saverio Ferrari. Un imperativo oggi, soprattutto in città come Milano, città sede di uno storico braccio di ferro. «Milano è capitale dell’Italia antifascista ma anche storicamente fondamentale per le destre e i fascisti, che dalla borghesia di questa città sono stati sostenuti, coccolati, aiutati. E’ una città in cui ci sono state delle stragi, non solo Piazza Fontana, dello squadrismo sistematico di Piazza san Babila, della maggioranza silenziosa. E’ la città che si è appena lasciata alle spalle giunte di centrodestra apertamente appoggiate da organizzazioni neofasciste».
E proprio gli inaccettabili privilegi che la Giunta Moratti accordava alla galassia nera sono state all’origine della grande mobilitazione antifascista dell’inverno scorso, quando migliaia di persone sono scese in piazza contro la concessione di sedi e immobili di prestigio di proprietà del Comune a organizzazioni di estrema destra. Un problema che – nonostante l’amministrazione sia cambiata – non è ancora stato risolto. «La rete antifascista che si sta costituendo a Milano, insieme ma non solo con l’Anpi e i cui pilastri sono la Camera del Lavoro e l’associazionismo antifascista, chiede alla nuova amministrazione comunale almeno alcune cose: non solo non devono essere più concesse sedi ai fascisti tramite il Comune o enti preposti, ma Milano non deve essere più luogo di sfilate o parate di tipo neonazista come è accaduto negli ultimi anni ogni 29 aprile. Anche in segno di rispetto ad alcuni luoghi della memoria e del dolore milanese, come Piazzale Loreto, la Loggia dei Mercanti. Presto partirà una lettera al sindaco da parte di queste realtà con richieste molto esplicite».
Ma in attesa che la Giunta Pisapia recepisca, la mobilitazione a Milano continua perché l’estrema destra non sembra aver intenzione di rimanere a guardare. E oggi, ancora una volta gli antifascisti milanesi si sono dovuti dare appuntamento in piazza per protestare contro l’apertura dell’ennesima sede di Forza Nuova. A piazza Oberdan, nel cosiddetto “salotto buono” della città. Dove i fascisti sembrano più che ben accetti.


Sono Massimiliano Bonavoglia, ho letto il vostro articolo, provo a commentare così: NON SONO FASCITA, RITENGO CHE IL FASCISMO SIA MORTO E SEPOLTO E CHE CHIUNQUE SI ILLUDA OGGI DI ADERIRE A QUEL MOVIMENTO SIA OBSOLETO E FUORI DAL TEMPO. Sono curioso di sapere (per favore avvisatemi nel caso) se lo pubblicherete oppure lo censurerete. Grazie in entrambi i casi, perchè siete difensori della libertà in quanto antifascisti, quindi secondo me lo pubblicherete.
nessuna censura,